Ancora non sai come funziona la
cosa, né il perché debba essere così, ma lentamente stai familiarizzando (e
questa parola, da qualche parte, sembra quella giusta) con la fluida situazione
in cui ti senti. Nessuno può sapere cosa si prova, anzi addirittura nessuno sa
che esiste una simile realtà: una sorta di coscienza temporanea. Hai la
percezione come di una grande massa, e allo stesso tempo non comprendi appieno
questo nessuno.
Non conosci bene il significato della
parola, ma lo immagini.
Sei felice! Ti sposti rapidamente da un
posto all’altro. Ti muovi tra le scariche elettriche della coscienza che stai a
poco a poco conoscendo.
La verità che subito ti è stata rivelata è
sì sconvolgente, ma anche affascinante, in un certo senso. Una volta che tutto
avrà inizio non serberai ricordo alcuno di questo periodo. Solo inconsciamente,
a livello submolecolare, il tuo corpo avrà una qualche percezione di tutto ciò.
Ma tu no. A te sarà risparmiato il dolore che potresti provare o conoscere.
Così non terrai ricordo cosciente neppure delle gioie che eventualmente proverai,
ma c’è sempre un prezzo da pagare no?
Percepisci qualcosa di nuovo e guizzi
rapido attraverso i condotti nei quali ti aggiri con sempre maggiore
familiarità.
Sai che si tratta di musica perché la
coscienza della persona che ti ospita e che ti sta dando la vita lo sa. Anche
se non riesci a comprendere appieno il concetto di musica, ti piace quel che
senti e sfrecci nuovamente in te, nel liquido caldo in cui galleggi, e inizi ad
agitarti (ballare credi) a ritmo di… aspè se cerchi la trovi, vaghi… vaghi ed
eccola lì, a ritmo di: Jambalaya.
Poi tutto tace e ti assopisci felice nel
caldo e amorevole corpo che ti ama e ti nutre permettendoti di svilupparti.
Sogni (o forse è accaduto davvero) che
mentre ballavi lei ha avvertito il tuo leggero scalciare, si è portata le mani
in grembo e ha sorriso estasiata per quel tuo piccolo gesto.
Passa il tempo e in quel caldo acquoso
avverti la sua presenza, impari a conoscere l’amore incondizionato che prova
per te.
Ma un giorno, improvvisamente, senti
freddo. E’ durato pochissimo eppure ti ha lasciato una strana sensazione, come
di pericolo. Allora guizzi rapido verso la fonte di quella sensazione. Ti
avvicini ai cerchi luminosi dietro i quali stai imparando a vedere quel che ti
attenderà.
Arrivi e sbirci curioso le immagini che
giungono alla sua mente. Vedi una persona lì vicino, indossa un lungo camice
bianco e tiene stretto in mano un oggetto premuto contro la pancia sotto cui
sai di trovarti. Muove l’aggeggio lentamente e nel frattempo parla a lei e
senti che avviene un cambiamento in te. Allora sfrecci al tuo posto per capire
cosa stia succedendo e avverti il tuo labbro superiore arricciarsi scoprendo
gengive molli e rosee. Senti un braccino torcersi e la testa ti pesa da un lato
come mai prima di allora.
Avverti molte sensazioni negative nel corpo
che ti ospita e inizi ad agitarti. Sai che la causa di tali sensazioni sei tu.
Tu stai infliggendo dolore a lei e ti dispiace così tanto per questo che, nella
coesione molecolare che hai con lei, cerchi di capire come porre rimedio a
tutto. All’insaputa di lei guizzi ancora in giro alla ricerca di informazioni e
nel frattempo (perché il vostro collegamento emotivo è molto forte) ascolti le
parole che sta ascoltando lei e cerchi di dar loro un senso.
«Presenta delle malformazioni…» ti riesce
difficile ascoltare tutto «…non sopravvivrà», ma gli spezzoni che ti arrivano
sono sufficienti per farti capire, attraverso questa coscienza temporanea che
hai, che se non fai subito qualcosa la persona che ti ospita soffrirà
terribilmente e questo proprio non lo vuoi. Non vuoi essere tu la causa del suo
dolore. Ti sei affezionato a lei e le sei grato per aver messo a disposizione
il suo corpo per donarti la vita.
Un gesto che (questo l’hai preso
indubbiamente da una sua riflessione) equivale alla perfezione dell’universo.
Al gesto che dona un significato imperativo alla parola amore.
Nei giorni che seguono lo sconvolgente
evento, tu percepisci sempre di più il suo dolore, i suoi dubbi e ti senti
strano, “deforme” sei stato definito dall’uomo col camice bianco.
“Non sopravvivrà” sono state le sue parole
e, sebbene il tuo cervello sia appena sviluppato e non in grado di capire
questi concetti, tu, la coscienza che convive in quel corpo e che presto si trasformerà
nell’esserino che sta crescendo, decidi di opporti al destino crudele.
Ti fiondi dentro il tuo nuovo corpo e inizi
un duro lavoro di rimodellamento. Chiami a te le cellule amiche. Ti adoperi con
la complicità di un corpo che hai imparato a conoscere e di cui hai appreso
tutti i segreti e lentamente, non senza un imponente dispendio di energie,
riesci a porre rimedio ad una situazione catastrofica.
Ma non sai che i tuoi sforzi sono stati vani.
Nessuno conosce il tuo segreto, la tua
forza. Così senti una sensazione lontana e molto negativa farsi avanti. Avviene
tutto rapidamente ed essendo stato colto di sorpresa non puoi reagire. Non ti
rimane altro da fare che correre verso i cerchi luminosi e guardare quel che
accade.
Uno squarcio è aperto nel ventre della
persona che ti ospita e dove sai trovarsi il tuo corpo. Della mani guantate ti
afferrano sfilandoti dal corpo che ti ha ospitato e ti ha donato la vita e il
suo amore.
La coscienza che hai creato con quel corpo,
seppur temporanea e segreta a tutti, è ancora viva perché sei legato ad esso da
un cordone che un medico si sta apprestando a tagliare.
Non ti rimane molto da fare, senti il
dolore in lei e percepisci lo sgomento delle persone presenti in sala quando si
rendono conto che il tuo corpicino non è “guastato” come avevano creduto. Loro
non conoscevano la tua capacità rigenerativa. Loro non sanno che talvolta si
sviluppa questa sorta di coscienza guaritrice.
Loro non sapevano… e adesso è troppo tardi
e lo sai. Il corpo è troppo piccolo e debole per sopravvivere senza il tuo
aiuto e tu ora non puoi fare più nulla.
Il medico taglia il cordone ombelicale e
avverti il distacco emotivo, cellulare e molecolare con il corpicino che
avrebbe dovuto essere il tuo.
Senti che ti stai spegnendo, stai svanendo
nel nulla e avverti la disperazione di lei. Ma non le serbi rancore perché non
poteva sapere.
La tua capacità di sfruttare la sua mente
per ragionare viene meno e ti senti leggero, assente.
Vieni assorbito dal subconscio di lei e ti
spegni per sempre.
Più tardi anche quello che avrebbe dovuto
essere il tuo corpicino si spegnerà.
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